2016-10-25

Non ci fai caso

È inutile. A certe cose non ci facciamo proprio caso.

Direte voi (chiunque legga questo) «è arrivato lui», ed in effetti avreste pure ragione.

Una unghia incarnita all'alluce, e ti rendi conto di quanto quel dito, o meglio l'unghia di quel dito, sia importante quando cammini, o quando guidi.
Hai un mignolino del piede che fa male a causa di uno spigolo, e idem come sopra.

Ieri mi sono tagliato un dito (non tranciato, ma pelato in punta. Comunque un po' profondo).
Un anulare, quello sinistro. Sorvoliamo sulla dinamica.

Cosa fai con l'anulare sinistro se sei prevalentemente destrimano? Risposta: tanto, tanto, tanto.

Ogni operazione che fai, picchi la punta contro qualcosa e senti dolore. Prendi in mano il cell, e usi anche quel dito. Scrivi sulla tastiera e non ne parliamo.

Anche quando dormi, prendi dentro con la mano da qualche parte e partono scariche di dolore (e già dormi a metà per paura di imbrattare di sangue tutto. Sì, gocciolava che era una meraviglia. Sarcasmo)

Anche per guidare o per andare in metrò.

Morale della favola? non uso l'anulare quanto il pollice o il mignolo. Sapevo che è uno delle dita che si usano di meno, ma farne a meno o cercare di non utilizzarlo è molto difficile.

Un saluto tra un urlo e l'altro (devo scrivere sulla tastiera per lavoro e non riesco a non utilizzare tutte 10 le dita)

2016-08-26

Essere previdenti

Inizio del tutto: 12 dicembre 2012, quasi 4 anni fa.

Comperai un BusPirate tramite un amico, più per spirito di collezionismo (che chi mi conosce sa che è maggiore del mio ego, e ho detto tutto) che per altro.
Acceso un paio di volte più per curiosità che altro.
Messo in armadio e sopravvissuto ad un trasloco, più per mia mania di avere tutto sotto mano che altro.

Eppure

Rischiai di utilizzarlo quando dovetti ripristinare un iOmega ix200 (vedere vecchi post) per interfacciarmi ad una UART TTL a 3.3V, ma trovai un modo alternativo per portare avanti il lavoro.

Oggi, a quasi 4 anni (arrotondo per eccesso) devo collegarmi ad un arm la cui console di comando non presenta il classico adattatore per RS232.

Prendo quindi la scheda dall'armadio e, finalmente, la uso.

Questo batte anche la volta che, parlando con un altro mio amico, costui mi nominò un componente (un tilt-switch, per la cronaca) e, casualmente, ne avevo giusto uno in tasca.

Se ora riuscissi a trovare un progetto in cui l'Amiga500 che ho in cantina si riveli fondamentale ...

2016-06-09

Storie di ordinaria magia (informatica)

Portatile nuovo: Toshiba satellite.

Mea culpa che non ho verificato bene quali fossero i problemi di questo modello, sta di fatto che c'é tanta gente che ha problemi con il touchpad Synaptics anche sotto Windows, problemi ai quali fioccano suggerimenti del tipo "Prova A. Se con A non funziona, prova a fare B. Se anche con B non funziona, premi F5, Ctrl-F9, Esc, F9, Esc, F10, sacrifica un pollo ad Ermes (il dio Pollo, poiché come il pollo ha il sapore definitivo — quando non si identifica il sapore si usa dire che sa di pollo — Ermes è spesso associato come protettore di qualsiasi cosa, quasi fosse un pappone), e chiama Vanna Marchi per avere un pugno di sale e capire se hai il malocchio".

I problemi, comunque, non sono solo limitati a Windows. Sull'interfaccia di EFI funziona solo il mouse esterno e sotto linux (che io uso per lavoro) il touch viene identificato ma non funziona (e in taluni casi blocca anche la scheda wifi, vai a sapere come e perché)

Però ...

Lunedì scorso metto 16GB di ram al posto dei 4GB di fabbrica, poi lavoro ancora sul vecchio per via di urgenze varie.

Oggi accendo il portatile nuovo e, più per abitudine che altro, faccio per muovere il puntatore con il touchpad.

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Funziona.

Non ho toccato nulla (solamente aperto il pc e cambiato la ram) e funziona.

Avevo intenzione di togliere il DVD per mettere un secondo HDD (l'unità ottica non mi serve a nulla e anche l'altro portatile che ho da 3 anni non la monta. Ne ho avuto bisogno solo in un'occasione per installare un SW per una macchina virtuale Windows), ma quasi quasi divento per una volta scaramantico e non tocco più nulla a livello di hardware 😊 😊

2015-10-18

Programmare - Rant

Nella mia vita professionale, ho lavorato in molti progetti, ciascuno con la sua impostazione caratteristica. Alcuni progetti da solo, altri progetti in collaborazione con colleghi/soci e in altri ancora con persone sconosciute (nel senso che mettevo le zampe nel codice scritto da altri).

Quando iniziai con gli IDE c'era VS6, usavo Windows, programmazione in C/C++ (entrambi i linguaggi).
Non conoscevo ancora programmazione al di fuori di MS-DOS (Basic e Pascal, principalmente) e Windows (Basic, C e C++).

Mi ricordo che quando passai dal Borland Turbo Pascal 7, che usavo a scuola, a VS6 rimasi molto sorpreso dalle potenzialità e da ciò che era possibile fare.
Però

Già in quel periodo sentivo che c'era una nota stonata, infatti per molti lavori mi trovavo a scrivere direttamente nei file DSP e DSW per fare tutto ciò che l'IDE non riusciva a fare. La nota stonata non era tanto il fatto che accedessi a questi file quando in teoria avrebbero dovuto rimanere opachi, quanto i motivi che mi spingevano a codeste operazioni. Motivi neppure tanto esotici quali la clonazione di un progetto per avere più eseguibili con le stesse impostazioni di base.

In quel periodo la mia esperienza era ancora limitata, quindi avevo bollato la cosa come semplice sensazione.

Più avanti ho iniziato ad ampliare la mia base di esperienza lavorando sempre più con altri linguaggi (e altri sistemi al di fuori di Windows) e approfondendo metodi di sviluppo quali l'uso dei makefile che avevo visto solo marginalmente poiché Visual Studio già faceva tutto quello che serviva. O almeno così pensavo.

Se sei abituato a camminare usare la bicicletta è un salto notevole, ma se sali in sella ad una moto e impari a guidarla, ritornare alla bicicletta risulta estremamente traumatico.

La nota stonata che sentivo ha iniziato a diventare un rumore assordante di decine di strumenti che vengono suonati a caso da altrettanti musicisti che non si ascoltano tra loro.

Per questioni di lavoro sto lavorando su dei progetti sotto Windows con Visual Studio (2010 e 2008). La versione poco importa perché quello che in questo momento funge da palla al piede è il concetto alla base degli IDE, ossia che chi li ha sviluppati ha pensato ad un tipo di utilizzo e se tu hai bisogno di un metodo differente devi imprecare non poco e scontrarti con una serie di malfunzionamenti in alcuni casi oltre il livello del ridicolo.

Ad esempio la condivisione dei file sorgente tra i progetti di uno stesso lavoro, l'organizzazione in directory dei file sorgente (necessaria quando lavori con 50+ file), l'impossibilità (ancora) di poter fare un confronto delle impostazioni dei progetti se non guardando i file XML o cliccare come un ossesso tra varie finestre (almeno rispetto a prima non sei obbligato a chiudere e riaprire le finestre), l'impossibilità di lavorare con codice generato perché non sono state previste regole di dipendenza personalizzate aggiuntive, il fatto che l'IDE ha delle discrepanze logiche per cui cerca file collaterali (come i resx) nella directory dove si trova il sorgente principale, ma se lo vuole scrivere lo mette nella directory base del progetto per poi impazzire e non riuscire né a trovarlo (non è dove si aspetta) o crearlo (si trova già dove lo vuole creare, che è diverso da dove lo andrà a cercare).

Cancelli un file usando l'IDE stesso, non puoi ricrearlo perché lo vede come se ci fosse ancora.

Insomma, su un'ora di lavoro con Visual Studio più di mezz'ora se ne va per fermare, modificare a mano file, riavviare l'ambiente, click a profusione per includere un file come link a 5 progetti (saranno di più e rabbrividisco). Con tutto quello che impatta sul discorso concentrazione.

Il tutto senza considerare le cache che l'IDE si tiene in pancia.
Infatti modificando un file comune (che tutti linkano) il progetto principale vede le modifiche nell'Intellisense, gli altri no e generano una serie di falsi errori fintanto che non si procede con una compilazione completa (che non è a tempo zero).

Però il cliente richiede Visual Studio e non posso lavorare in altro modo.
Per fortuna, in tutto questo mi viene in aiuto git e una marea di backup che faccio prima di particolari operazioni (per alcune delle quali mi scrivo programmi ad-hoc usa e getta, impiegando un ottavo del tempo che impiegherei per fare la stessa operazione attraverso l'IDE).

Firmato:
Campagna per l'abolizione degli IDE

2015-05-02

Potenza del backup - Android

Tablet Android.
Da uno degli ultimi aggiornamenti avevo un messaggio noioso all'accensione relativo al codice IMEI non valido.
In effetti, il codice IMEI che saltava fuori è un codice di "sviluppo" che viene messo in automatico quando un file (nv_data.bin) viene resettato.

Dal momento che il codice IMEI permette l'attivazione/disattivazione del dispositivo nel caso di furto, e il file nv_data.bin può contenere informazioni per il vendor-locking, il suo formato non è pubblico (o almeno, non sono riuscito a trovarlo in un paio di ore di ricerca).
Principalmente, cambiare l'IMEI di un telefono permetterebbe di riutilizzare un telefono rubato e bloccato, quindi nessuno ufficialmente si esporrà mai dicendo "se usi questo programma, puoi mettere il codice che vuoi" e tutti dicono "cerca il file di backup, copialo qui, riavvia, incrocia le dita, enjoy".


E se non ce l'hai?

Avete presente Natalino Balasso? Ecco.


Ed ora arriviamo al mio caso.
Il messaggio era solo noioso. Nessun reale disservizio. Tranne quando ho comperato un navigatore satellitare per il tablet e questo si è rifiutato di girare perché il codice (non ancora inserito, tra l'altro) era stato abusato.
Pulce nell'orecchio sul fatto che il programma in questione utilizzi l'IMEI per le autorizzazioni, mi tiro su le maniche e cerco come ripristinare l'IMEI originale.
Purtroppo il backup automatico non è presente.
Cerco e tutti dicono "O hai un backup della directory efs o t'attacchi".
Alla fine cerco tra i vecchi backup (alcuni presenti anche sul dispositivo) e trovo un backup del 2010 con il file originale.

Messo su, riavviato, tutto ok.
Anche il navigatore si sta installando.

Casomai servisse ribadire che un backup da 2MB anche vecchio del 2010 conviene sempre tenerlo da parte ....

2014-12-19

Il conto, per favore


Che certe "idee" possano sembrare utili sulla carta e presentare il conto solo parecchio tempo dopo quando a qualcuno inizia a venire in mente la domanda "E se ... ?" è cosa nota.

Una di queste è relativa ad una scelta relativa alla sensibilità alla differenza tra maiuscole e minuscole.

Più nello specifico, parlo di nomi di file e di directory nei dischi (che è peggio di quell'accrocchio di lettere di unità).

Due considerazioni filosofiche pro e contro l'indifferenziazione tra maiuscole e minuscole.

pro:
All'utente medio (eviterò in questa mail l'appellativo di utOnto) che il file si chiami "Documento di Testo" o "documento di TESTO" non fa molta differenza (anche se l'uso delle maiuscole può acquisire già significati differenti come enfasi, urlo, ed altro a seconda della cultura del posto).

contro:
come programmatore, se chiamo un file "file_numero_1" o "File_Numero_1" è come se in un terzo posto scrivessi "File_#_uno". Se mischio maiuscole e minuscole a caso, non sto facendo un buon lavoro. Non che questo sia un problema confrontabile con la cancellazione accidentale dei dati bancari di 10k correntisti, ma se non poni attenzione a certi dettagli, viene da chiedersi anche a cos'altro non fai caso.

contro2:
Non esiste un reale vantaggio a indifferenziare maiuscole e minuscole, anzi, si creano solo problemi poiché a seconda dei vari alfabeti, si possono avere situazioni in cui non esiste distinzione tra maiuscole e minuscole e più in generale diventa necessario creare delle enormi tabelle per correlare i glifi maiuscoli e quelli minuscoli, senza contare il fatto che, ad esempio nell'alfabeto greco, ci sono lettere che hanno un glifo come lettera maiuscola, uno come lettera minuscola e uno come lettera finale (vedi la lettera sigma).

Si potrebbero scrivere interi trattati indicando opinioni sul perché sia male o bene.
Però, per fortuna, esiste un mondo dove le regole non vanno interpretate, ma solo applicate.
Possono essere definite bene, e tutto gira come un orologio, o definite male, e presentare molti paradossi.
In mezzo ci sono regole (come quella dell'insensibilità alle maiuscole) che presentano il conto dopo parecchio tempo. Ma, prima o poi, il conto te lo presentano e non fanno sconti.

https://github.com/blog/1938-git-client-vulnerability-announced

(onde evitare guerre, sostituire git con svn o con altri sistemi che siano disponibili su più piattaforme, e il gioco è lo stesso).

2013-07-13

Il backup è buono, il backup è bello, il backup è tuo amico

Si predica sempre bene e si razzola (quasi) sempre male.

Con questo post voglio raccontare l'ultima mia disavventura (non è che abbia solo disavventure, ma quando le cose vanno per il verso giusto non c'é motivo per urlarlo ai 4 venti).
Come il titolo del post suggerisce, parlo di backup.

Scenario: dichiarazione dei redditi.
Devo inviare al commercialista i dati per fare la dichiarazione dei redditi, tra cui le quietanze dei pagamenti dell'ultima dichiarazione.

Scenario: a dicembre ho cambiato banca per problemi che non ho intenzione di scrivere qui.
Sta di fatto che ad agosto avevo fatto i pagamenti con questa banca e ora non ho più accesso ad alcun documento che quella banca ha emesso, e che era disponibile sul sito della banca stessa.
Però ero calmo. Quando iniziai le pratiche per la chiusura del conto, mi salvai tutti i documenti in pdf (tra l'altro ottenendo 6 pdf enormi invece che tanti file ognuno con il suo documento, ma sorvoliamo).
Io sono uno che, chi mi conosce lo sa, non butta via nulla. Archivio in quadruplice copia, a metà tra il maniacale e il pigro.
Le copie che faccio vanno a finire in diversi dischi esterni (ne ho per 12T, quando forse i dati utili saranno nemmeno 2T) e in multipla copia.

Spesso ripeto a clienti ed amici il mantra «il backup è buono, il backup è tuo amico» questo perché mi capita spesso di vedere gente perdere l'unica copia del lavoro a causa delle più disparate cause, dal furto del pc passando per cancellazioni irresponsabili o problemi logici, fino a perdita del supporto fisico.

Ma questa volta ...

Scenario: l'anno scorso ho anche fatto alcuni lavori sul pc cambiando dischi e riversando dati ed installazioni da un disco all'altro (prima il disco da 640GB invece che 500GB, poi il disco SSD a latere al posto dell'inutile lettore dvd, poi SSD+disco da 1T, seguito da disco da 500 + disco da 1T per finire sul disco da 640 + disco da 1T. Alcuni di questi passaggi sono stati resi necessari per liberare il disco da 500 che ho installato sul macbook).

Ogni volta non cancellavo nulla, ma ricopiavo i dati. Quando passavo da un taglio maggiore verso uno minore, copiavo alcuni dati, ma lasciavo integri gli altri.
Ecco perché ero tranquillo. Non ho cancellato nulla.
Ed ecco perché ho pensato di essere caduto vittima di quello stesso comportamento sconsiderato che normalmente rimprovero agli altri.

Infatti vado a cercare le quietanze e ... sorpresa: la directory con i documenti della banca non è dove mi aspetto.
Per farla breve, ho passato in rassegna i dati di 15 dischi tra pc, mac e dischi esterni (totale poco più di 10T) senza successo.

Eppure ce l'avevo. E sono sicuro di non averlo cancellato.

Eppure mi sembrava di essermi dimenticato di un disco.

Stasera, mentre facevo un po' di manutenzione all'archivio della posta ho avuto l'illuminazione: il western digital usb3 da 2.5"
Era l'unico disco che non avevo ancora controllato.

Lo cerco negli armadi tra le cose che per comodità definirò "archiviate".

Lo trovo, lo connetto, cerco anche dentro questo.

Eureka!
Uno dei rari casi di singola copia (non più, comunque).

Morale della favola?

Il backup è buono.
Il backup è bello.
Il backup è tuo amico.
Il backup non ti tradisce mai.

... e ...

tieni sempre i dischi in un posto conosciuto a portata di zampa.

2013-07-07

pc nuovo

Tempo fa scrissi che non colleziono pc.
Il dubbio mi sta sorgendo.

A fronte delle disavventure narrate nello scorso post, ho acquistato un altro pc da utilizzare in attesa di riparare il Dell.

Il nuovo pc (nome rigoletto) è decisamente meno potente del Dell, i5 con 4GB di ram, 500GB di disco, no cd o dvd (finalmente! l'unica utilità nello scorso pc è stata quella di poter mettere un secondo hard disk), USB3, HDMI, rete 10/100 e wifi, schermo glossy (gli venga il cagotto a chi ha iniziato a mandare in giro gli schermi glossy) 1360x768.

È un HP Sleekbook.

Prime impressioni:
Non ho trovato modo (o istruzioni) per aprire il pc e cambiare disco o ram, quindi viaggio con i 4GB e il disco da 500GB.
Ho dovuto attivare Windows8 per poter accedere al setup dell'EFI (di default ha timeout=0) per impostare le varie cose, tra cui il timeout a 5 secondi (non è possibile di meno) per avere il tempo di premere i tasti e accedere al setup.

Successivamente ho brasato il disco e installato Linux che è andato al primo colpo. Tutto out of the box, wifi compresa.

La prima cosa che mi salta all'occhio è che la temperatura del processore non supera i 45°C, quando l'altro a far nulla non scende sotto i 70°C (55°C se ci metto un ventolone sotto).

Quello a cui mi ci devo abituare è la tastiera. Ogni portatile ha una disposizione dei tasti tutta propria.

Anche come rumorosità, è abbastanza silenzioso.

Nuove impressioni quando inzierò ad utilizzarlo.

2013-06-30

(s)fortuna

C'é chi dice che la fortuna è cieca e la sfortuna ci vede benissimo.
Personalmente ritengo che la sfortuna sia solo il modo utilizzato dagli stupidi per giustificare certi fallimenti. Ovviamente non mi riferisco a quella volta che facendo manovra con la macchina ho distrutto lo specchietto retrovisore. Quella fu davvero una sfortuna.  (cit)

Ad ogni modo con un pc è stato davvero un problema dietro l'altro. È stata sfortuna? È stato un modello mal progettato? per ora non lo so, ma tra problemi di surriscaldamento, l'epopea dell'alimentatore (descritta qui), aperture difficoltose (descritta qui), e altro di cui non ho scritto, ultimamente sono stato assillato da un problema che sta diventando veramente seccante, e con una frequenza tale da impedirmi persino di lavorare.

In passato succedeva con una frequenza limitata, una volta alla settimana o una volta al mese.
Poi quando succedeva impiegava diverso tempo prima di recuperare.
In questi ultimi giorni non passano neanche due ore.

Il sistema, semplicemente, si blocca. Non è un problema di sistema operativo, infatti quando succede, devo staccare alimentatore e batteria anche solo per tentare di riaccenderlo.
La maggior parte delle volte parte lo spin dei dischi e si spegne subito. Quando riesce ad accendersi non è detto che arrivi fino in fondo. Si blocca persino sul BIOS o anche prima.
Quando passa indenne il bios, si blocca durante il controllo dei filesystem, perché normalmente si blocca durante il lavoro obbligandomi a spegnere il pc premendo sul pulsante d'accensione per i canonici 4 secondi (quindi con uno spegnimento non pulito)

Fino a metà settimana scorsa il problema era la partenza. Quando partiva, riuscivo ad utilizzarlo per una giornata intera. Si bloccava solo quando aprivo pagine web con applet flash.
A volte si spegneva quando lo riattivavo dopo una sospensione in ram.
Adesso non riesco neanche a copiare un file via rete che il pc si inchioda.

L'ultimo sospetto riguarda il circuito di alimentazione, ma prima di fare indagini ho bisogno di un sostituto, che purtroppo non arriverà prima di giovedì, ergo fino a sabato non potrò metterci su le mani.

Nel frattempo sto portando il possibile su un pc più vecchio (un celeron) alcuni dati in modo da poter lavorare questa settimana.
O per lo meno, ci sto provando ....

[aggiornamento]
Ho riletto dei post vecchi. In particolare questo, dove parlavo di problemi a UPS, frigorifero, alimentatore del pc (a cui sono seguiti un problema all'alimentatore del mac e uno al disco del mac).
Decisamente il periodo di giugno-luglio non è a mio favore.

Quando parte il primo treno per Lourdes?
Però devo partire almeno ad ottobre, altrimenti rischio anche che si fermi nelle campagne per una ruota bucata.

2013-05-16

Anche tu


Serve dire altro?

2013-03-30

Iomega: buchi di progettazione

Ok, probabilmente non si tratta di un buco di progettazione, ma di una strategia commerciale, tuttavia in questi giorni ho scoperto una cosa non proprio bellissima relativa ad un nas Iomega ix2-200 e a come gestisce intermente il firmware.

La soluzione è arrivata grazie a questo link

Ed ecco tutta la storia.

Era una notte buia e tempestosa. In ufficio avevamo questo nas (dotato di due dischi da 2T) che volevamo utilizzare come iScsi per un server. Purtroppo il supporto iScsi non funzionò. I quattro baldi giovini (giovini ultratrentenni) optarono quindi per l'acquisto di un nuovo NAS le cui capacità di supportare l'iScsi erano già state provate e relegare il piccolo nas a semplice piattaforma per scambio dati.

Il nuovo nas arrivava, però, senza dischi, quindi fummo di fronte ad un'altra scelta: che dischi usare?
In ufficio avevamo disponibili due dischi uguali da 1T, un po' poco per l'uso che volevamo fare, quindi ecco l'illuminazione: mettiamo i dischi da 2T nel nas "bello" e quelli da 1T in quello di scambio.
Sul secondo nas nessun problema. Sull'iomega, invece, ...

Come nelle migliori storie, c'é sempre il colpo di scena. Colleghiamo infatti l'iOmega alla corrente e questo rimane con il led power lampeggiante. Il led bianco della morte!

La causa di ciò è che il nas non ne vuole sapere di partire e, poverino, ha pure ragione poiché qualcuno ha deciso per lui che il sistema operativo dovesse risiedere sui dischi usati per lo storage.
Il fato avverso fece sì che i due dischi originali fossero già stati formattati ed utilizzati (oltre al fatto che uno di questi è anche saltato, giusto per non farci mancare nulla), quindi non era possibile recuperare da nessuna parte layout e firmware per i nuovi dischi.

Vi risparmio la storia della ricerca, vi dico solo che alla fine sono arrivato al link che ho riportato in testa a questo post, ho scaricato il firmware su chiavetta e dopo aver brasato le tavole delle partizioni di entrambi i dischi da 1TB, sono riuscito a riottenere il nas funzionante.

Tra i vari piani B,C,D,E ed F, avevo già contemplato scenari come: collegamento alla console seriale del nas (tramite interfaccia a 3.3V, avrei potuto utilizzare il mio BusPirate, sarà per un'altra volta), installazione di sistemi operativi alternativi, sacrificio di un pollo alla prima divinità di passaggio, uscire a prendere una pizza e buttare l'iOmega per utilizzare i dischi con un pc come nas.

Ha funzionato la prima, ma solo grazie al fatto che qualcuno si è salvato il sistema operativo del nas e si è creato un tgz non crittografato.
Infatti prendendo direttamente l'ultima versione del firmware dal sito della iomega, non funziona perché il file tgz è ricodificato in una qualche maniera, e il recupero da chiavetta USB, per funzionare ha bisogno di un file tgz scompattabile.

Ovviamente il file scompattabile finirà su una decina di backup su altrettanti pc differenti, pronto ad entrare in azione nell'eventualità che entrambi i dischi diventino inutilizzabili nello stesso momento (casualità che apparentemente non è stata tenuta molto in considerazione in iomega).

2012-12-29

Aggiornamento PC

E alla fine sono riuscito a trovare 4 giorni a disposizione per fare l'aggiornamento del mio pc.
Dopo alcune modifiche hardware (aggiunta di un disco SSD al posto dell'inutile e inutilizzato masterizzatore cd/dvd e 8GB di ram) e diversi aggiornamenti software, ero rimasto in una condizione non proprio bellissima.
Intanto il sistema operativo stava sul disco elettromeccanico, e lo volevo passare sull'SSD, poi avevo spostato solo alcune cose sul disco SSD facendo dei mount -o bind.
Aggiungendo i rimasugli di varie prove di Gnome3, Unity, Cinnamon, Mate, KDE, XFCE, ecc ...

Adesso ho messo il disco SSD come interno e l'elettromeccanico nella baia del cdrom (è più probabile che tra qualche tempo prenda un disco da 1T e dato che per smontare la baia del cdrom ci vogliono 2 minuti scarsi e per il disco principale devo quasi togliere la tastiera ... )

Per questioni di semplicità, necessità e di lavoro, ho optato per cambiare il disco elettromeccanico con un altro poco più piccolo (500GB invece di 640GB) in modo da poter tornare al vecchio sistema in qualsiasi momento con pochissimo sforzo casomai abbia problemi a recuperare le impostazioni di due anni di sabotaggi al sistema.

Il risultato, per ora, è che il sistema si avvia in 5 secondi. Dopo 17 secondi vedo il riconoscimento del mouse usb.
Sono passato dal kernel 3.0 al 3.5 e devo verificare se permangono i problemi di riscaldamento eccessivo di GPU e CPU.

Per la gioia di Birdack e di Paolo (due miei amici e colleghi), ho installato ancora una volta l'amato (da loro) gkrellm :-)

Quello che mi aspetta adesso è il trasferimento tramite USB2 (non ho un guscio USB3-SATA a portata di zampa) di circa 500GB di dati.

Lo lascerò andare tutta notte sperando che domani mattina sia a buon punto.


2012-08-05

dell, unkown ac adapter

Questa la spiegazione del problema che affligge il mio portatile. (non so ancora se sia un problema di cablaggio o di integrato rotto, o di mobo, sembrerebbe un problema nel connettore).

Cercavo in giro delle spiegazioni al problema o delle informazioni per indagare e ottengo solo informazioni del tipo «controlla nel connettore dell'alimentatore che il pin centrale (il connettore ha 3 pin) non sia rotto», senza indicare come e perché questa "rottura" possa essere una "rottura".

Comunque apparentemente il connettore è ok, almeno per quel che riguarda la parte visibile. Non ho idea delle connessioni interne.

Oggi finalmente raggiungo la pagina linkata che dice, brevemente, che il pin centrale porta ad una memoria nell'alimentatore che contiene le informazioni di identificazione dell'alimentatore. Il bios se non riconosce queste informazioni inibisce la carica della batteria che, quindi, non può fare altro che scaricarsi.

Altre pagine visitate riportano informazioni di diverse vittime di questo problema dovute a cattive saldature nel connettore del terzo pin, cavi danneggiati da eccessive sollecitazioni meccaniche, ecc.

Come ho avuto modo di sperimentare, tale interrogazione avviene solo sulla connessione dell'alimentatore, infatti per un paio di secondi (tempo necessario alla comunicazione, penso) il led di carica si accende. Quando riesce a riconoscere l'alimentatore compagnone, poi prosegue. Se stacco l'alimentatore dalla rete elettrica (quindi senza toccare né il pc né il connettore tra alimentatore e pc e nemmeno l'alimentatore) e lo reinserisco a circuito scarico, può non riconoscere più l'alimentatore.
Quindi ora ho un alimentatore perfettamente funzionante, almeno dal punto di vista elettrico, che non viene riconosciuto dal portatile e che quindi non mi carica quasi più la batteria.

Quando si dice "ufficio per le inutili complicazioni degli affari semplici"

2012-07-29

Sfortuna ?

Chiamatelo Karma, chiamatela sfortuna, chiamatela al telefono e vi risponderà prontamente.

Non sono assolutamente superstizioso, ma una combinazione tanto stretta di eventi simili non mi era ancora capitata (ed ora che è successa, spero si fermi qui e che non si ripeta).

Storia:
Qualche settimana fa vado fuori con amici a cena. Ritorno a casa e sento un bip continuo in sottofondo. Cerco l'origine ed è l'UPS (un APC) che strilla. Lo resetto e mi dice che la batteria è da cambiare. Lo stacco, lo apro e la batteria è bombata (oltre che decisamente bollente).

Oggi il portatile (quello della Dell) si rifiuta a tratti di caricare la batteria. Persino il led di batteria in carica rimane spento. Se spengo il portatile, stacco la batteria e la riattacco, riprende a caricare. (adesso mi segna il 62% e non sta ricaricando. Di nuovo).

Dulcis in fundo, apro il frigorifero e percepisco una temperatura decisamente non da frigorifero (22°C, misurata). Il freezer che fa parte del frigorifero sembra ancora funzionare (ha raggiunto anche i -24°C).

Tra pochi giorni parto per le vacanze ed il frigorifero è vuoto, per fortuna, ma quanto mi girano ....

[Aggiornamento]
Per il portatile, ho trovato il motivo (non ancora la causa) del blocco della carica.
Il Bios non riconosce l'alimentatore (anche se funziona) quindi non carica, infatti quando succede il problema mi restituisce un messaggio di "unknown AC adapter".
Come faccia ad identificare l'alimentatore (e da elettronico mi chiedo cosa gli cambi se l'alimentatore è quello originale o uno equivalente come tensione/corrente) non è dato saperlo, come pure sapere se si tratta solo di un problema di cavo o di mobo.
Ogni tanto funziona, quando è attaccato comunque riesce ad alimentare il pc.

Riguardo al frigorifero, adesso sono in treno e per 20 giorni rimarrà spento. Sentirò l'assistenza quando torno dalle ferie.

2012-04-29

Macchina nuova




Ho fatto una capa tanta ai miei amici.
Domani vado a ritirare finalmente la macchina nuova.

Passo da una Lancia Y ad una Skoda Fabia Montecarlo.

Per ora non servono altre parole, anche perché partirei con l'elenco delle dotazioni come se fossi un esperto di automobili (cosa che non sono).
Nei prossimi giorni scriverò le mie sensazioni a guidare un simile gioiellino.
Il primo viaggio che farò, saranno i poco più di 100km che separano il concessionario da casa mia.

2012-04-28

Desktop delle mie brame ...

Continua il mio pellegrinare alla ricerca di un'interfaccia utente che sia efficente e valida per me.
Premetto che tutto quello che scrivo sono impressioni mie, basate sul mio modo di lavorare. Inoltre aggiungo che molti amici miei mi hanno definito come un 286 nell'era degli i7, ossia con scarso potere di adattamento.
Quest'ultima affermazione non è del tutto vera, ma neanche del tutto falsa.

Come già scritto ho mal digerito Unity ed ho abbracciato Gnome 3 in quanto più efficente ed immediato.
Tuttavia Gnome 3 non mi ha mai soddisfatto appieno.
Sotto accusa c'é principalmente il modo di gestire le aree virtuali secondo uno sviluppo lineare in verticale. Se si usano normalmente 9 desktop (sì, sono 9), il saltare in alto e in basso può essere alla lunga decisamente scomodo, ma ci si può adattare.
Altra cosa a cui mi sto rassegnando con Gnome 3 è il cambio della filosofia dell'Alt-tab.
Escludendo il discorso che mi fa vedere tutte le applicazioni in esecuzione, anche se non attive nel desktop corrente, mi capita spesso di avere due o tre finestre della stessa applicazione (una fra tutti: gnome-terminal) e di voler fare un salto rapido tra queste. Beh, il salto più rapido necessita di spostare le mani dalla tastiera, prendere il mouse, spostare il puntatore sulla finestra di destinazione e cliccare. Altrimenti fare alt-tab, tenendo premuto alt, e con le frecce ritornare sull'applicazione, premere le freccia giù, cercare la finestra che voglio tra le miniature e rilasciare il tasto alt. Quando le finestre sono dei terminali è facile sbagliarsi.

Ho provato Enlightment 17. No way. Devo starci troppo dietro a configurarlo e ormai ci ho perso la mano.

Ho quindi provato cinnamon, che ricalca un più congeniale Gnome2.
Carino. Ma alcune cose (come il tasto per aprire la finestra di dialogo per l'esecuzione dei programmi dal nome dell'applicazione invece che dal nome dell'eseguibile) è fissato da codice sul tasto di comando (il default è il Windows sinistro) che ho disabilitato per utilizzarlo esclusivamente come prefisso per le combinazioni tastiera e mouse.

Niente cinnamon, quindi.

Ora sono approdato a Mate.
Dopo un po' di sconcerto per via di un'opera di rinominazione di tutta una serie di elementi (ad esempio, mate usa marco come gestore delle finestre, e si configura con mateconf-editor invece che con gconf-editor), sono tornato praticamente ad avere un gnome2 con tutti i pregi e difetti di quell'ambiente.

Proverò per qualche giorno ad utilizzarlo, poi vediamo.

2012-02-23

Mancano 10 secondi, anzi 15, anzi 20. No 3

È sempre divertente guardare le barre di progresso con la stima del tempo residuo.

Capita spesso che per operazioni lunghe dove la cache conta o dove il sistema si porta avanti facendo alcune operazioni prima dell'OK definitivo (salvo annullarle dopo), che la stima sia cannata in maniera clamorosa.

Passano i primi secondi, poi compare la fatidica scritta "30 secondi alla fine" nelle varie forme.
A questo punto uno si aspetta che la cifra cali più o meno velocemente.
Ma quando la scritta dice 30 secondi, un secondo dopo dice 31 secondi, e così via?

Lo so che ci sono migliori per passare il tempo, ma come dice la maglietta di un mio amico (da think-geek e xkcd): I'm not slacking off, My code is compiling.

2012-02-12

Skype a 64 bit, anzi, no.

Dopo l'update del portatile non avevo ancora reinstallato skype.

Vado ad installarlo, quindi sito di Skype, sezione download, linux, ubuntu 64 bit.
Installo, nessun errore.
Provo a lanciarlo.
Non va.

Da terminale, mi dice che non trova una libreria (libXss.so.1) che in realtà è installata.
Giro di google, trovo subito questa pagina.
http://www.mindwerks.net/2011/09/skype-on-ubuntu-11-10-oneiric-ocelot/

Vado sul sito di Skype, sezione assistenza, confermano che Skype 64 bit usa librerie a 32 bit. Librerie che, per inciso, esistono anche in versione 64 bit.

La distro è in grado di gestire versioni a 32 e 64 bit delle stesse librerie, ma perché diavolo un pacchetto a 64 bit deve dipendere da librerie a 32 se la versione a 64 esiste?
Visto, poi, che nei pacchetti deb sono indicate le dipendenze, gestirle almeno correttamente indicando le librerie richieste? (esatto, non solo non sono indicate come versione 32 bit, ma non sono indicate affatto tra le dipendenze).

inforNatica con la N maiuscola.


Aggiornamento
Dopo aver installato ben 36MB di librerie a 32 bit (le QT4, principalmente), ora Skype va.
Giusto per curiosità ho lanciato il comando file sull'eseguibile:


$ file /usr/bin/skype
/usr/bin/skype: ELF 32-bit LSB executable, Intel 80386, version 1 (SYSV), dynamically linked (uses shared libs), for GNU/Linux 2.6.8, stripped

Il pacchetto è a 32 bit.
Peracottari fino all'ultimo

2012-02-05

Update portatile

Ok, fine garanzia del portatile, procediamo con qualche upgrade.

Già un aggiornamento software (passato al kernel 3 quando ho aggiornato a Oneiric) mi ha permesso di tirare fuori qualche cavallo in più dal sistema (ad esempio il disco che è passato a circa 100MB/s di trasferimento. Non essendo un SSD ed essendo un disco a 5400 ...)

Ram portata da 4 a 8GB qualche settimana fa, ieri decido di fare il grande passo e cambiare il disco per avere un sistema installato finalmente come si deve (niente partizioni rumenta di Windows7 o strumenti Dell che non ho mai utilizzato) e una strada di ritorno veloce a portata di zampa in caso di necessità (leggasi come: cambio disco di nuovo e torno al vecchio sistema).

Alcune annotazioni:
Intanto il nuovo disco è più veloce e capiente (640GB contro i 500 e ho visto una punta di 150MB/s in modalità non cached), l'installazione è andata a buon fine in tempi brevissimi, il travaso dal vecchio disco (collegato via guscio usb2) nel nuovo ha impiegato diverse ore (si parla sempre di 370GB di dati da trasferire a 30MB/s di punta, ma considerando che molti file sono piccoli o link ad altri file ...).
Anche il travaso delle configurazioni dei vari programmi è indolore.

Ciò che non è stato indolore, invece, è stato l'accesso fisico al disco.
Chi ha progettato il mio portatile è un discreto designer in termini di gradevolezza nell'aspetto, ma un pessimo designer in quanto accesso alle varie parti. E un ottimo documentale, dal momento che ci sono documenti con tutti i passaggi corredati di fotografie per smontare completamente il pc.

Infatti per cambiare l'hard disk sono stato obbligato a rimuovere il pannello superiore penando e sudando per non rompere ganci o gancetti posti nelle parti interne (non ho avuto il coraggio di tirare con forza, né la possibilità dal momento che il monitor non si apre del tutto e non volevo rischiare di rompere il monitor per cambiare un hard disk).

La sorpresa maggiore, comunque, l'ho avuta quando ho visto l'alloggiamento del disco. Secondo voi hanno previsto l'accesso da (quasi) sotto la tastiera perché sulla scocca inferiore passano cavi, ci sono schede o altro? no. Sotto al disco c'è solo la plastica della scocca. Potevano tranquillamente mettere uno sportellino sotto e non avrebbero dovuto modificare la circuiteria in nessun modo.

In compenso il disco era (ed è ancora) montato bene: 4 + 4 viti (4 tra corpo del portatile e staffa e 4 tra staffa e disco), nessuna sollecitazione anomala sul connettore sata possibile.

Vabbé, tanto il disco non si cambia mica tutti i giorni :-)

2012-01-26

Tablet

E così, alla fine, è successo.
Un attimo prima era lì, sulla mensola. Un attimo dopo non più.
Un metro in caduta libera.

Ebbene sì, ho rotto il mio tablet.
Ad essere precisi si è rotto il vetro anteriore. La parte attiva, il monitor, e il touch screen funzionano ancora, ma far scivolare le dita sullo schermo potrebbe non essere molto piacevole.

Ecco qui le foto di ciò che resta.



E pensare che proprio oggi ho comperato per GTA III per Android ...

Domani vedrò di chiamare l'assistenza per sapere quanto mi costerà quest'esperienza (di cui avrei fatto volentieri a meno).